FAMILIARI E VITTIME DELLA STRADA

QUI PUOI TROVARE :
  • Sostegno psicologico per traumi a seguito di incidenti stradali;
  • Sostegno psicologico individuale e familiare per l'elaborazione del lutto ai familiari delle vittime della strada;
  • Sostegno psicologico individuale e familiare per elaborare il cambiamento di vita a seguito di una grave invalidità;
  • Trattamenti con EMDR per l'elaborazione del trauma e del lutto;
  • Creazione di Gruppi AMA (Auto Mutuo Aiuto) per il sostegno di persone che hanno già vissuto l'esperienza;
  • Accompagnamento delle famiglie delle vittime della strada nel percorso di attivazione di reti di sostegno sociali, assistenziali e legali.
PERCHE' E' NECESSARIO UN SOSTEGNO PSICOLOGICO A SEGUITO DI UN INCIDENTE STRADALE ?
 
    L'ambito della psicologia dell'emergenza si estende anche alle cosiddette "micro-emergenze", ovvero eventi traumatici che coinvolgono meno persone e in un contesto circoscritto, come abusi, maltrattamenti, violenze domestiche, rapine, scippi, infortuni sul lavoro, e appunto gli incidenti stradali.
 
    Nella mia professione ho focalizzato l'attenzione sul sostegno psicologico alle vittime della strada, in particolare su ciò che accade psicologicamente ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime della strada, occupandomi del sostegno emotivo nella fase immediatamente dopo l'evento: dalla comunicazione della "bad news" (cattiva notizia) ai familiari, alla prima assistenza psicologica ai sopravvissuti e ai loro familiari, fino all'intervento di sostegno e psicoterapeutico, per attivare l'elaborazione del lutto o per elaborare il cambiamento radicale di vita a seguito di una grave invalidità.
 
    Chi sopravvive ad un incidente stradale vive un forte trauma. Il trauma è una frattura improvvisa dell'esperienza di continuità della vita. L'incidente stradale, piccolo o grave che sia è un evento improvviso che irrompe nella realtà ed interrompe il flusso della routine e dell'esperienza di continuità dell'esistenza, spesso mettendo a rischio la vita stessa.
 
    Di fronte ad un evento traumatico le persone reagiscono fisiologicamente in modo funzionale per fronteggiare una situazione altamente stressante. A livello corporeo il sistema nervoso simpatico si attiva producendo una forte scarica di adrenalina nel sangue, i sensi si allertano, le pupille si dilatano, i battiti cardiaci aumentano, i processi digestivi, e gli organi escretori si bloccano, le percezioni si amplificano per dare modo all'organismo di preparsi alla fuga o all'attacco. 
 
   Superata la fase acuta, quindi il momento critico, interviene il sistema nervoso parasimpatico a ristabilire l'equilibrio, riassorbendo o scaricando l'adrenalina in eccesso. Inizia così la fase vagotonica, caratterizzata inizialmente da tremori, sudorazione, il battito cardiaco piano piano rallenta e così via fino a ritornare ad uno stato di equilibrio.
 
   A livello psicologico l'esperienza traumatica crea stati di dissociazione dalla realtà, anch'essi finalizzati a proteggere la persona da un'esperienza fortemente stressante. Spesso non si percepisce subito il dolore fisico di ferite, lacerazioni e fratture, ma il dolore si percepisce dopo che la scarica di adrenalina comincia a calare. Così anche il dolore della ferita psicologica e dell'esperienza drammatica viene separato momentaneamente dalla coscienza attraverso il meccanismo di difesa della dissociazione, associato ad uno stato di confusione mentale e di ottundimento delle percezioni.
 
   Se i sintomi di dissociazione, confusione mentale, ottundimento, insonnia, tremori, paure e ansie eccessive, incubi, difficoltà a prendere sonno, pensieri intrusivi e ricorrenti perdurano per più di due settimane allora è necessario rivolgersi ad uno specialista in psicotraumatologia che si occupi del trattamento della sindrome da stress post-traumatico (PTSD).

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